giovedì 24 novembre 2011

Jane Austen


Amo molto la lettura e grazie a questa passione ne ho coltivata un'altra, scrivere. Il mio sogno nel cassetto, infatti, è quello di diventare un giorno una buona scrittrice e in cantiere ci sono alcuni libri che aspettano di essere ultimati. 

Il mio libro preferito è Orgoglio e Pregiudizio scritto proprio da Jane Austen, autrice che stimo moltissimo e della qualeho potuto ammirare lo stile fresco e convincente e imparare tante dettagliate cose sulla vita della piccola società ottocentesca.

Spero che il mio lavoro sia soddisfacente e di essere riuscita, con queste poche pagine a ripercorrere, brevemente, la vita e le opere di un'autrice che se fosse vissuta più a lungo ci avrebbe consegnato tanti altri stupendi capolavori.


Queste righe aprivano la mia tesi di maturità basata sulla vita e le opere di Jane Austen. Ricordo che andai contro le indicazioni della mia insegnante di letteratura che mi aveva assolutamente sconsigliato di basare la mia tesi su un autore straniero dal momento che durante l'anno avevamo studiato solo autori italiani. Ma a me, della letteratura italiana, pur aprezzandola, non mi è mai importato tanto quanto quella straniera perciò, seguendo le mie inclinazioni mi  impegnai per preparare una bella tesi e pregai che andasse bene. Ebbi la fortuna che il presidente di commissione era un insegnante di storia e filosofia. Ricordo che apprezzò molto la mia tesi e in particolare la presentazione in power point con cui aprì il mio colloquio. 
Spero queste informazioni potranno essere utili a qualcuno, nonostante le notizie su Jane Austen nel web non manchino di certo. Ma anche se non saranno di alcuna utilità pratica potranno comunque permettere a qualcuno di conoscere quello che è il mio punto di vista su quella che considero la leggenda del romanzo.


Nella sua biografia dedicata a Jane Austen, la scrittrice tedesca Else Marie Maletske scrisse:

"Se Jane Austen fosse stata una dama compita e tranquilla, nessuno oggi leggerebbe i suoi libri".

Non c'è dubbio sul fatto che abbia ragione, nessuno compra i libri di Jane Austen per ricavarne insegnamenti morali o etici. Ma perchè allora, dopo quasi duecento anni dalla loro pubblicazione, si continuano a leggere i romanzi di Jane Austen? Per rispondere a questa domanda sono stati scritti centinaia di libri, articoli, rubriche, blog e pagine internet ed ogni volta sono state fornite risposte differenti. Jane Austen è stata analizzata sotto ogni possibile punto di vista - in rapporto al crimine, all'illuminismo, a Sigmund Freud, all'autismo, per citarne solo alcuni.

L'unica cosa certa quando si parla di Jane Austen è che oggi, a quasi due secoli di distanza dalla pubblicazione del suo primo romanzo, è più popolare che mai. A prova di questo fatto ci sono le decisine di film e serie TV ispirati ai suoi romanzi ed il numero quasi infinito di sequel dei suoi capolavori.

Sembra quasi incredibile che una semplice ragazza di campagna sia riuscita a scrivere sei capolavori capaci ancora oggi di incatenare i lettori alla poltrona e di creare con una vivida accuratezza personaggi ancora freschi e moderni. Il signor Collins e Lady Catherine De Bourgh (Orgoglio e Pregiudizio), per esempio, con la loro pomposa stupidità di cui sono deliziosamente inconsapevoli, sono figure universali che costutuiscono nel loro genere un vero capolavoro.

Ma chi era in realtà Jane Austen? Di lei si sa che nacque a Steventon nell'Hampshire, il 16 dicembre 1775 dal pastore del luogo George Austen e da Cassandra Leigh e che fu la settimogenita di sei maschi e due femmine. Gli Austen sono una famiglia molto unita, non ricca ma in buone condizioni finanziarie, con parentele importanti sia dal lato paterno che materno, le cui vicende hanno del "romanzesco".

Com'era costume all'epoca, Jane trascorse i primi anni della sua infanzia lontano da casa, presso una balia e tornò al presbitero solo all'età di due anni. 

George Austen, reverendo della Chiesa Anglicana, fu un uomo intelligente e colto che si occupò dell'educazione letteraria dei suoi figli. Amava molto la letteratura, infatti, è possedeva una biblioteca di 500 volumi, una cifra enorme per l'epoca. Insegnò a Jane il francese e le basi della lingua italiana mentre a scuola imparò a disegnare, a suonare il piano e prese lezioni di danza. Il ballo, insieme alla scrittura e al piano, costituirono sempre le sue attività preferite. 

Jane, a sei anni, ebbe una prima esperienza scolastica insieme alla sorella Cassandra; successivamente le due sorelle frequentarono la Abbey School of Reading, che lasciarono nel 1785.

Tra il 1789 e il 1790 comincia a scrivere i racconti, i romanzi brevi, le parodie, che ricopierà a raccoglierà in tre volumi.

Jane adulta è, nelle parole del fratello Henry, una ragazza alta, attraente, aggraziata, dal carattere gaio e amabile, ottima conversatrice, amante del ballo. Sulla giovane Jane Austen è arrivata fino a noi la famosa affermazione di una certa signora Mitford che la descrive come la:

"farfalla in cerca di marito più carina, sciocca e affettata che avesse mai conosciuto".

Sebbene non si abbiano notizie precise, si accenna che a vent'anni Jane si innamorò di Thomas Lefroy (1776-1869), un giovane "signorile, bello e piacevole". Studiò legge al Trinity College dove si laureò con la votazione più alta dell'intera classe e successivamente si trasferì a Londra. Fu proprio durante una vacanza che si recò in visita a Steventon e conobbe gli Austen. Jane Austen di lui disse che era una persona molto timida e che gli amici lo prendevano in giro per la loro amicizia. Quello che accadde tra Jane Austen e Thomas Lefroy rimane per ora solo oggetto di speculazione. Cassandra distrusse la maggior parte delle lettere di quel periodo e nell'unica che rimane Jane scrive frasi contrastanti. La storia si concluse con la partenza di Lefroy che tre anni dopo sposò l'ereditiera Mary Paul.

mercoledì 23 novembre 2011

L'Italia dice: "NO GRAZIE" ai dorama

Pensando all'unico dorama che è stato trasmesso in Italia nel 1986 - e io nascevo - da Italia1 anche io avrei risposto in questo modo. Kiss me Licia ebbe tanto successo in Giappone quanto in Italia che la rete televisiva succitata decise di trasformare la dolce Licia e il gatto Giuliano in personaggi in carne ed ossa. A Love me Licia seguirono Licia dolce Licia, Teneramente Licia (1987) e Balliamo e cantiamo con Licia (1988). Insomma, tre anni di Liciaizzazione!!!

Vennero poi ritrasmessi in replica  negli anni '90 ma oggi, diciamolo chiaramente, una simile produzione sarebbe quanto di più trash la tv italiana potrebbe riproporci dopo: Walker Texas Ranger, Renegade e il Grande Fratello Odissea nello Spazio.
L'Italia in se non ha mai vantato, nel corso della storia, grandi qualità interpretative quanto la Grecia dove nacque il dramma, o l'Inghilterra delle opere Shakespeariane, o l'America con le sue numerose serie tv e blockbusters. Pensando a questi pilastri si potrebbe mai immaginare di accettare che la Corea del Sud, porzione peninsulare asiatica, proponga due delle sue serie di punta proprio all'Italia? Eppure lo ha fatto e la risposta è stata proprio quella riportata nel titolo di questo articolo.
Mettiamo, però, le cose in chiaro!
Love me Licia è ritenuto impropriamente il primo dorama sbarcato in italia, infatti, il termine più giusto per definirlo sarebbe live action ossia trasposizione con personaggi reali di un cartone animato o di un fumetto o di qualsiasi altra opera che non nasca come pellicola.
La domanda che chiunque non conosca questo mondo si è già posto e di cui aspetta risposta è:

Che cosa è un dorama?

Lasciamo pertire l'aria sulla quarta corda di Bach (volgarmente conosciuta come sigla di SuperQuark) e iniziamo con la spiegazione.
Dicasi dorama qualsiasi serie televisiva prodotta in Asia, in particolare Giappone, Sud Corea, Taiwan, Cina, Hong Kong e Singapore la cui caratteristica principale è la relativa brevità. Il termine dorama è un adattamento alla lingua giapponese della parola americana drama - che indica le serie televisive a sfondo drammatico. Adattamento non solo fonetico - l'alfabeto giapponese è sillabico - ma anche di significato. I dorama infatti non abbracciano solo il genere drammatico ma spaziano verso il sentimentale, l'horror, il thriller, il poliziesco, lo storico, etc. Un'altra trasformazione della parola è il termine deurama usata invece in Sud Corea per indicare le proprie produzioni translitterando la parola dorama.
La KBS una delle emittenti più famose in Corea del Sud, ha proposto ad una nota rete televisiva italiana due dei suoi migliori prodotti di allora e la risposta è stata più o meno questa:

"Non se ne parla. Con i sottotitoli è una cosa impensabile perchè non farebbe share. Magari intanto mandateci una versione doppiata in italiano e magari valuteremo". 

Non vi sembra una risposta affrettata? Non dovrebbe essere la rete a visionare prima il prodotto e poi decidedere se doppiarlo in italiano e mandarlo in onda? Non funziona in questo modo di solito? Mi sono persa un passaggio, lo sento! -.-
Il 20 aprile 2010 il sito Corea-Italia (attualmente inattivo) ha aperto un sondaggio dal titolo: Drama Coreani in Italia? con lo scopo di conoscere l'opinione del pubblico sulla messa in onda delle serie coreane chiamate drama, dorama o deurama. 
Una frequentatrice del sito era riuscita a mettersi in contatto con uno dei manager della KBS scoprendo che la rete era in trattativa con l'Europa per esportare alcuni suoi prodotti di punta quali: Boys Over Flowers e IRIS.

Nonostante la maggioranza dei commenti al sondaggio fossero favorevoli a tale proposito - anche coloro che non conoscono i dorama hanno mostrato una certa curiosità - la risposta di diverse reti televisive italiane è stata la stessa. 
Non è un mistero che la TV italiana sia la più trash a livello mondiale ma pare essere proprio questo il successo che si desidera ottenere. Lo share spadroneggia - nemmeno tanto a torto - ma forse non sarebbe male cambiare un pò ottica. Sono arrivate serie tedesche, francesi, argentine, americane, inglesi, perchè non fare spazio anche all'Asia? 

Hana Yori Dango fa da capostipite un pò a chiunque si definisca un doramista (neologismo che indica chiunque abbia come passione la visione di dorama). Nasce come shoujo manga (fumetto giapponese per ragazze) dalla matita di Yoko Kamio da cui è stato tratto un anime conosciuto in italia con l'orribile titolo di Mille emoziono tra le pagine del destino per Marie-Yvonne (reperibile sul web in streaming) - è più lungo il titolo dell'intera serie. 
Sono seguiti diversi live action di cui la prima giapponese con lo stesso titolo, una coreana (Boys Over Flowers), una taiwanese (Meteor Garden) e una cinese (Let's Watch Meteor Shower) tutte di grande successo in patria e non.
Sul web è possibile consultare tantissime community di appassionati doramisti, italiani e non, che, oltre a scambiarsi opinioni, si prodigano anche nella traduzione di questi piccoli capolavori per fornirceli gratuitamente. I dorama, infatti, sono disponibili a tutti in streaming (Viki) e in download cento per cento legale e possono essere visti con sottotitoli in qualsiasi lingua compresa l'italiano. Perfino per la persona più schizzinosa e avversa ai sottotitoli può imparare a fare questo piccolo sacrificio a beneficio di una buona trama, bella musica (v'innamorerete di ogni OST sentita) e una qualità interpretativa coinvolgente. Prendetela come un'opportunità per evadere dalla normalità occidentale e immergetevi in un mondo tanto vicino quanto lontano dal nostro modo di vivere.

Introduce Myself

Konnichiwa,
ho voluto cominciare con un saluto giapponese perchè io amo il Giappone!
Credo di essere stata giapponese in una mia vita precedente e in un'altra canadese e in un'altra newyorkese e in un'altra ancora coreana, in quella prima argentina ma in questa, intendo quella che mi permette di scrivere adesso, sono italiana. Non odio l'Italia, è un bellissimo luogo, piuttosto direi che il mio patriottismo è morto il giorno che ho avuto l'uso della ragione.
Quindi, sono cosmopolita inside! ^_-
Il mio amore per il Giappone è nato quando ero una bambina e, essendo tendenzialmente sfigata solitaria, preferivo passare i miei pomeriggi sintonizzata su Italia1 a guardare i miei fidati anime (cartoni animati giapponesi) immedesimandomi in Sailor Moon in primis - vi svelo che io SONO Sailor Moon u_u -. Questa passione era così grande che il mio sogno di bambina era quello di diventare una mangaka - disegnatrice di manga (fumetti giapponesi) - sogno che poi ho abbandonato una volta entrata alla scuola superiore. Dovete sapere che ragioneria VS creatività sono linee parallele che nella mia vita non si sono mai intersecate dal momento che non ho potuto frequentare l'istituto d'arte che desideravo.  Successivamente, sognando di indossare anche io la divisa scolastica alla marinara, ho voluto soddisfare la mia curiosità cercando di conoscere quanto più possibile del Paese che sfornava tutti quei capolavori. Più conoscevo più volevo conoscere e più volevo conoscere più amavo il Giappone e tutt'ora questa passione è viva e pulsante dentro di me a tal punto che il mio ragazzo altro non può essere che giapponese! Yatta!!!Insomma per ufficializzare il blog ho voluto iniziare con qualcosa che amo e ora eccomi qui a dirvi che il mio nome è Manuela ma tutti i miei amici (cioè coloro che sanno quanto odio essere chiamata Manu) mi chiamano Emy. ^^
Ho 25 anni, sono diplomata come perito commerciale e programmatore e, oltre al Giappone, ho tante passioni come il resto delle persone di questo mondo, insomma, nulla di speciale. Dal momento, però, che siete capitati su questo blog, tanto vale farvi leggere una presentazione di me che sia per lo meno decente.
Altre mie passioni, sono la musica, la letteratura e scrivere (sto scrivendo un libro da anni, dite che riuscirò a finirlo? XD), la cioccolata kinder (con più latte e meno cacao ottimo per la mia intolleranza al lattosio), la cucina asiatica ed è meglio che stia lontana dalla caffeina! ^_^"Non so ancora bene quale sarà lo scopo di questo blog ma proverò a postare tutto quello che c'è nella mia testa - in my head - voi, fatemi tanti auguri e vi ringrazio già per avermi sopportata fino ad ora. Siete molto coraggiosi. U_U Sayonara!